Piste ciclabili: tutto da rifare

Corsie fantasma e auto posteggiate di traverso: vita difficile per chi sceglie la bici

di Paola Pignatelli

MILANO – Milano metropoli europea? Non per la mobilità ciclistica. Anche senza fare confronti con Amsterdam, Copenaghen e Berlino, chiunque decida di attraversare la città su due ruote si rende subito conto che l’impresa non è facile. Piste e corsie per i ciclisti sono poche, discontinue, mal segnalate, ingombre di auto in sosta. E le moto ci scorrazzano sopra come fossero corsie preferenziali. «A Milano la bici non è mai stata considerata una risorsa: ma un accessorio per il tempo libero», commenta Eugenio Galli, presidente di Fiab Ciclobby. Che continua: «Nel 2007, su richiesta dell’amministrazione, avevamo redatto un piano della mobilità ciclistica. Che poi è sparito nel nulla. Ora speriamo che la nuova giunta lo renda pubblico». Ma come sono, oggi, i circuiti ciclabili a Milano? Abbiamo fatto un «test sul campo», attraversando la città da Ovest a Est (guarda la mappa). Punto di partenza: piazza Napoli, arrivo la fermata MM di Turro. Le conclusioni? Desolanti. Intorno a piazza Napoli non ci sono percorsi ad hoc. Ma via Solari è abbastanza larga da poter pedalare sul marciapiedi.

All’incrocio con via Coni Zugna, ecco una vera e propria pista (cioè un’infrastruttura costruita ad hoc, altra cosa rispetto alle corsie che sono evidenziate solo dalla segnaletica). Eppure è così stretta, che due biciclette che procedono in senso opposto faticano a passare. Non solo: qua e là panettoni di cemento trasformano il percorso in uno slalom. In fondo a via Olona, la pista si interrompe. La strada diretta per attraversare il centro sarebbe via Carducci. Ma qui c’è solo una corsia che non prevede doppio senso di marcia: andare contromano non si può. Soprattutto su un percorso che – pur fresco di allestimento – viene utilizzato da moto e scooter per evitare le code. Bisogna optare per la corsia di via De Amicis. Anche se passa sul pavé, è mal segnalata e viene considerata da auto e furgoncini il posto migliore per i parcheggi di emergenza.

Si procede lungo via Molino delle Armi. Qui il fondo asfaltato rende più agevole la pedalata. Peccato che vicino agli incroci la corsia svanisca nel nulla. E peccato soprattutto che, lungo via Santa Sofia, non ce ne sia proprio traccia. Ricompare in via Francesco Sforza. Ma dopo poche decine di metri già sparisce per lasciare posto all’ingresso dell’ospedale, alle ambulanze e al parcheggio dei taxi. Poi va avanti a singhiozzo per morire definitivamente in via Visconti di Modrone. Nonostante proprio qui, invece, un cartello nuovo di pacca indichi la presenza del percorso ciclabile.

All’incrocio con corso Venezia, inutile puntare su corso Buenos Aires: nonostante questa arteria sia stata appena rimessa a nuovo, è priva di percorsi ciclabili. Però si può salire lungo la bella pista che percorre i Bastioni. Ma una volta presa la corsia di via Vittor Pisani, cambia la musica. Qui le macchine sono parcheggiate in una lunga fila. Si carica e scarica la merce dei bar alla moda. E nessun vigile fa le multe. Perché – dicono gli abitanti della zona – questi locali sono frequentati dai vip, e hanno un trattamento di favore. La prova? Il percorso che corre in senso opposto, dalla stazione Centrale verso piazza della Repubblica, non è una corsia ma una vera pista protetta dalle auto.

Una volta alla stazione, si prende via Andrea Doria e si arriva in piazzale Loreto. Qui parte un altro tratto di ciclabile, che corre sul marciapiedi di via Padova. Abbastanza largo da permettere la convivenza di pedoni, bici, passeggini. In corrispondenza del numero 60, però, la corsia si interrompe. E qui i commercianti del quartiere raccontano una strana storia: fino a pochi giorni fa la corsia c’era. L’avevano fatta tracciare in fretta e furia prima delle elezioni, sullo stretto marciapiedi di via Giacosa. E poi giù per via Morandi e via Russo. Un percorso fuori norma, che passava davanti ai bar, correva su dossi di asfalto improvvisati, si inerpicava su supporti di cemento creati su curve a gomito. Passata la buriana elettorale, è sparito tutto. Anche se le tracce – più che evidenti – sono rimaste.

23 giugno 2011

da Corriere.it

| Lascia un commento

Milano Città Aperta

Cuore di Milano è su Miciap, rivista on line di giovani fotografi milanesi. Potremmo e forse vorremmo scrivere di più su questi ragazzi e sul loro progetto ma il loro lavoro è talmente prezioso e ben intagliato che ogni parola sarebbe solo un surplus. Limitiamo dunque ogni commento e vi invitiamo a navigare il loro spazio, a partire dal manifesto che indica l’ampio sguardo e il profondo interesse verso la città. Lasciamo a loro la parola: “Di fronte alle rovine e alle macerie del passato, l’Uomo ha da sempre progettato il proprio futuro in funzione di una nuova Storia. E oggi l’Uomo si è fatto Cittadino per poter portare avanti la propria battaglia all’interno di un luogo apparentemente più adatto: la metropoli. La fine della Guerra, nonostante tutto, è ancora lontana.“.
Lasciateci dire che Milano moltiplica i suoi amanti!

| Lascia un commento

2011: la rivoluzione gentile (e la tecnica)

Nella lunga linea del tempo che misura la durata del racconto umano mondiale e configura geografie in perpetua metamorfosi, scegliamo di cominciare dalle rivolte delle popolazioni greche schiacciate dalla mondializzazione dell’economia e della politica, in Africa del Nord dove il popolo vuole divenire sovrano e così si muove. Il concatenamento del desiderio dall’Africa [...]

Continua a leggere su www.scrivereminore.wordpress.com

| Lascia un commento

Maxi ticket e isole pedonali la sfida col partito dell’auto

Dai seggi alla realtà: i nodi del piano a partire dai 100 milioni di euro necessari per realizzarlo. “Partiremo con le piste ciclabili e bus di notte”. Ma bisogna scontrarsi con il no dei negozianti[...]Qui l’articolo di Repubblica

| Lascia un commento

Parigi, Moratti lascia l’Expo 2015

E il Bie (Bureau international des expositions) dà un ultimatum alla città di Milano. L’annuncio dell’ex sindaco di Milano durante l’assemblea generale: “Mi dimetto da commissario straordinario”. I vertici del Bureau: “Entro ottobre i lavori o ne dovremo trarre le conseguenze”Qui l’intero articolo di Repubblica.

| Lascia un commento

Ambiente, pioggia di «sì» L’Ecopass piace un po’ meno

Quattro «sì» al 95%: verde, Expo, risparmio energetico, Darsena-Navigli. Estensione ticket, il 21% dice «no»

di Redazione online

MILANO – Sono passati con largo margine, ben oltre il quorum del 30% richiesto per la validità, i cinque referendum consultivi di indirizzo sull’ambiente organizzati nel solo Comune di Milano. L’affluenza definitiva è stata del 48,99% per il primo quesito (Ecopass) e del 49,07% per verde, parco Expo, risparmio energetico e Navigli. Il neoassessore ai Servizi Civici Daniela Benelli ha sottolineato: «La percentuale di affluenza al voto per i referendum cittadini è solo in apparenza inferiore rispetto a quella relativa ai quesiti nazionali. I milanesi aventi diritto al voto per i referendum cittadini sono 46 mila in più rispetto a quelli aventi diritto per i referendum nazionali». I residenti all’estero, per esempio, non hanno potuto votare per i cinque quesiti ambientali perché non era ammesso il voto per corrispondenza.
I RISULTATI – Ultimato lo spoglio delle 1.251 sezioni milanesi, i risultati indicano una nettissima vittoria dei «sì» per tutti i quesiti. Anche in questo caso, come per l’affluenza, si registra un dato diverso per quanto riguarda l’Ecopass: 79,12% di «sì» e 20,88% di «no». Più alta la percentuale dei «sì» per gli altri quesiti: 95,56% per il verde, 95,51% per il parco Expo, 95,29% per il risparmio energetico e 94,32% per la riapertura dei Navigli.

CROCI: «RISULTATO STORICO» – La consultazione è stata promossa da un comitato trasversale, bipartisan, e sostenuta da una fitta rete di associazioni, dal mondo dell’università e della cultura. Edoardo Croci, Marco Cappato ed Enrico Fedrighini, rispettivamente presidente, segretario e portavoce del comitato promotore dei referendum MilanoSìMuove, avevano chiesto ai milanesi di andare a votare e di votare cinque sì, «per partecipare direttamente alle scelte per il futuro della nostra città su una trasformazione urbana complessiva che interessa i sistemi della mobilità, dell’energia, del verde, delle acque, dell’uso dello spazio urbano». E ora Croci parla di «risultato storico»: «C’è una chiara volontà dei milanesi di una trasformazione sostenibile. Un risultato storico, che dimostra che i milanesi chiedono coraggio e innovazione». «E’ un risultato importantissimo – aggiunge Cappato – che non poteva darsi per scontato. Chi aveva puntato sul disinteresse e sulla disinformazione della gente ne è uscito male. Si realizza quello che volevamo: mettere in cima all’agenda dell’Amministrazione la trasformazione ecologica di Milano». «Siamo consapevoli che l’estensione di Ecopass deve prevedere gradualità – ha osservato il verde Enrico Fedrighini – ma crediamo che l’attuale tariffazione che oggi riguarda solo il 15% delle auto circolanti debba essere estesa a tutti».

PISAPIA: CITTÀ PIÙ VERDE D’EUROPA – «La partecipazione dei milanesi alla consultazione referendaria per i 5 quesiti sull’ambiente rappresenta un ottimo segnale della voglia dei cittadini di dare il proprio parere su temi cruciali per la qualità della vita», commenta in una nota il sindaco di Milano Giuliano Pisapia. «Il mandato che arriva da centinaia di migliaia di milanesi, circa 490mila hanno deciso di esprimersi attraverso questa consultazione, è molto chiaro. Ora Milano si candida a essere la città più verde d’Europa per quanto riguarda le politiche ambientali, il traffico, il risparmio energetico, la mobilità e la qualità dell’aria. Noi rispetteremo la volontà dei cittadini, coinvolgendo il Consiglio comunale nelle scelte fondamentali per il futuro della città».

SALVINI: ECOPASS DISASTROSO – Definisce al contrario «disastroso» l’esito del voto relativo all’Ecopass il capogruppo della Lega in Consiglio comunale, Matteo Salvini. «È un bene la richiesta per una Milano più verde e attenta all’ambiente – ha detto Salvini – dai Navigli ai parchi, daremo una mano anche noi. Disastroso invece il voto pro-Ecopass, 5 o 10 euro al giorno per tutte le auto sono una mazzata per chi lavora».

«INDIRIZZO» PER IL COMUNE – I referendum consultivi di indirizzo sono previsti dallo Statuto comunale e dal Regolamento per l’attuazione dei diritti di partecipazione popolare: prevedono un quorum partecipativo del 30% degli aventi diritto (e non del 50% +1 come quelli nazionali) e non sono vincolanti per il governo cittadino. In caso di validità del referendum il Consiglio e la Giunta comunale dovranno comunque riunirsi, entro 60 giorni, per accogliere in modo totale o parziale l’indirizzo indicato dai cittadini. «I cittadini possono dare con la partecipazione popolare un indirizzo chiaro diretto alla nuova amministrazione saltando l’intermediazione di partiti e lobby che può costituire un elemento di freno o ritardo allo sviluppo di questa trasformazione sostenibile che riguarda temi primari come l’ambiente e la salute», hanno sostenuto i promotori dei cinque referendum. Ecco allora quali sono le indicazioni emerse dal voto dei cittadini.

1 – ECOPASS – Il primi quesito – quello che ha riscosso meno entusiasmo da parte dei cittadini – era relativo alla riduzione di traffico e smog attraverso il potenziamento dei mezzi pubblici, la pedonalizzazione del centro e soprattutto l’estensione dell’Ecopass e la sua trasformazione da pollution a congestion charge. Il ticket cioè non si pagherà più sulla base delle emissioni inquinanti del veicolo (la classe Euro), ma la tariffa sarà fissa, uguale per tutti. L’ipotesi è quella di creare due fasce di prezzo da cinque euro per le auto (esclusi i veicoli elettrici, a metano e gpl) e e da dieci euro per i furgoni. Inoltre l’area Ztl «a pagamento» sarebbe estesa dalla cerchia dei Bastioni alla molto più ampia Cerchia filoviaria 90/91. I due provvedimenti incrociati (la congestion su un territorio molto più vasto) consentirebbero un incasso di 60 milioni di euro l’anno da reinvestire su nuovo isole pedonali, piste ciclabili, corsie protette per i mezzi Atm, bus e metrò notturni, car e bike sharing. Obiettivo: una netta riduzione dello smog da traffico.

2 – ALBERI E VERDE PUBBLICO – Votando sì al secondo quesito si chiedeva al Comune di effettuare tutte le azioni necessarie a ridurre il consumo di suolo (la cementificazione), raddoppiando il numero degli alberi e il verde pubblico. Almeno il 50 per cento delle grandi superfici oggetto di riqualificazione urbanistica dovrà essere destinato a verde pubblico. Chi realizza «servizi» che comportino consumo di suolo sarà escluso dall’assegnazione di diritti edificatori. Gli alberi e le aree verdi esistenti saranno preservati e ne sarà garantito il raddoppio e la loro interconnessione entro il 2015. Il principio è che ogni residente abbia a disposizione un giardino pubblico, con aree attrezzate per i bambini, a una distanza non superiore a 500 metri da casa. Per l’intervento è prevista una spesa massima aggiuntiva di 20 milioni di euro all’anno, da moltiplicare per tre anni, rispetto a quanto già iscritto a bilancio comunale. La cifra potrebbe essere coperta mediante gli oneri di urbanizzazione relativi alle aree di intervento e mediante la tariffazione progressiva, al di sopra del normale consumo domestico individuale, nei servizi pubblici locali relativi all’uso di risorse ambientali scarse (come il servizio di fornitura idrica e la raccolta di rifiuti indifferenziati), nonché mediante sponsorizzazioni e coinvolgimento dei cittadini, e seguendo il modello applicato alle aiuole dall’associazione «Verde in Comune».

3 – IL PARCO EXPO – Il terzo quesito riguardava la conservazione integrale del parco agroalimentare che sarà realizzato sul sito Expo 2015 e la sua connessione al sistema delle aree verdi e delle acque. Il piano di questo parco non è ancora stato ufficialmente presentato, ma nel progetto originario, quello presentato al Bie a fine aprile 2010, erano previsti circa 130 lotti di terreno da assegnare ai diversi Paesi interessati a partecipare alla manifestazione. Ciascun lotto con un lato di 20 metri e uno di 80-100. In tutto 260 mila metri quadrati, da destinare per metà (100-130 mila metri quadrati) a orti con le coltivazioni tipiche di ciascuna nazione del globo. Erano previste inoltre cinque grandi aree destinate a ospitare i cinque «biomi» del mondo: la foresta fluviale, il deserto, la savana, l’ambiente temperato freddo e quello mediterraneo. Nel nuovo progetto il grande parco sarà ridimensionato, ma resta comunque un’area tutt’altro che trascurabile. Il Comune dovrebbe inoltre impegnarsi a collegare il parco al sistema di aree verdi della città.

4 – IL RISPARMIO ENERGETICO – Con il quarto quesito si chiedeva al Comune di Milano di adottare il piano per l’energia sostenibile ed il clima che lo impegni negli obiettivi europei di riduzione di almeno il 20% delle emissioni di gas responsabili dell’effetto serra e nel dimezzamento delle principali emissioni inquinanti connesse al riscaldamento degli edifici. I cittadini chiedono che entro il 2012 tutti gli impianti di riscaldamento alimentati a gasolio degli edifici comunali siano convertiti, e che entro il 2015 questo accada anche per gli impianti a gasolio domestici. Inoltre, tutte le nuove costruzioni dovranno avere classe energetica di massima efficienza e utilizzare fonti energetiche rinnovabili. Dovrà essere promosso e diffuso il teleriscaldamento, utilizzando fonti rinnovabili e tecnologie avanzate, al fine di raggiungere almeno 750 mila abitanti entro il 2015. Saranno concessi incentivi (premi volumetrici) per la demolizione degli edifici a maggiore inefficienza energetica e privi di valore storico e architettonico. Per l’intervento è prevista una spesa massima aggiuntiva pari a 10 milioni di euro all’anno per un triennio, che sarà coperta mediante la parziale dismissione del patrimonio immobiliare comunale tramite lo strumento dei fondi immobiliari già avviato.

5 – DARSENA E NAVIGLI – Il quinto e ultimo quesito chiedeva la risistemazione della Darsena quale porto della città e area ecologica e la graduale riattivazione idraulica e paesaggistica del sistema dei Navigli milanesi. L’idea del comitato promotore, sostenuta da chi ha votato sì, è quella di trasformare la Darsena in un porto turistico per valorizzare l’idrovia Locarno-Milano-Venezia. I lavori per la tratta sono partiti nel 1998 e stanno per essere ultimati. La riapertura dei Navigli è un’operazione più complessa: un primo passo potrebbe essere il restauro della Conca di Viarenna (l’ultimo tratto dei Navigli a essere ricoperto), la riapertura del bacino antistante e la riconnessione della Conca alla Darsena. Un intervento che costa oltre 8 milioni di euro. Il referendum prevede una spesa massima aggiuntiva pari a 10 milioni di euro all’anno per un triennio, che sarà coperta mediante la parziale dismissione del patrimonio immobiliare comunale tramite lo strumento dei fondi immobiliari già avviato, escludendo gli immobili di pregio storico-monumentale.

14 giugno 2011

da Corriere.it

| Lascia un commento

Appello del sindaco Giuliano Pisapia

“Cari cittadini, cari amici, mi spiace non essere lì con voi ma il lavoro di questi giorni mi tiene impegnato a Palazzo Marino.

Ho voluto però mandare un messaggio ai promotori dei referendum consultivi di Milano per salutare la chiusura di questa campagna referendaria. Si tratta della prima occasione che questa nuova amministrazione ha per ascoltare il parere della città.

Come Comune di Milano abbiamo ritenuto importante proprio per questo motivo informare nel migliore modo possibile – attraverso il nostro sito istituzionale, sui giornali, nelle radio e nelle televisioni – la cittadinanza sull’opportunità di andare a votare e sentirsi responsabili delle scelte che vengono prese in città e per la città. Tutti infatti hanno il diritto di appropriarsi di un fondamentale principio della cultura liberale espresso da Luigi Einaudi e cioè che bisogna “conoscere per deliberare”.

La consultazione del 12 e 13 giugno è prioritaria per Milano e auspico che ci sia un’alta affluenza alle urne perché la partecipazione è il fondamento di qualsiasi democrazia. E’ fondamentale avere il parere dei milanesi, perché ci consentirà di avere una serie di indicazioni serie e concrete per ciò che riguarda il futuro dell’ambiente e della qualità della vita nella nostra città.

Ringrazio di cuore tutti i cittadini e coloro che hanno lavorato per informare la città di questo importante appuntamento che si aggiunge a quello dei referendum nazionali.”

| Lascia un commento

Referendum a Milano, un contributo

Uno slideshow per sognare, immaginare, creare…

| Lascia un commento

A Milano ci Tango!

L’Associazione Culturale Il Multiverso vi invita a sfogliare il menù di un singolare banchetto musicale all’ombra della Madonnina e a confrontarsi sui temi del cambiamento che interessano il futuro di Milano Giovedì 9 Giugno 2011 in piazza Duomo dalle 18:30 alle 20:00. Il fisarmonicista buon Arboricum Sandorsi suonerà su richiesta uno dei brani contenuti nel menù, sulle cui note potrete ballare il vostro tango. Seguiremo infine la biciclettata “Si Vola” organizzata dal Comitato La Volata a sostegno dei referendum del 12-13 giugno.

| Lascia un commento

Acqua e nucleare, ma anche Ecopass e Navigli: Milano verso l’election day

Doppio esame con 9 schede per i cittadini che potranno influenzare le scelte della prossima giunta sull’ambiente di Antonella De Gregorio MILANO – Ultime giornate di mobilitazione per i referendum del 12 e 13 giugno. A Milano sarà «election day», … Leggi l’articolo completo

Altre Gallerie | | Lascia un commento