L’ambiente del Diritto

di Benedetto Ciccarone

Fino al 1998 la nostra costituzione non annoverava il diritto all’ambiente tra quelli riconosciuti ai cittadini, anzi del diritto all’ambiente non si faceva parola in tutta la Carta Costituzionale. Nel 1998 la riforma del titolo V della Costituzione ha coinvolto l’art. 117 del testo che è stato totalmente riscritto. Questo articolo elenca le materie che devono essere disciplinate da leggi dello Stato e quelle che devono invece trovare regolamentazione in leggi regionali. Tra le materie di competenza statale si trova la “tutela dell’ambiente dell’ecosistema e dei beni culturali”. In effetti prima di tale riforma il diritto all’ambiente era riconosciuto solo in via giurisprudenziale ossia grazie alle sentenze soprattutto della Corte Costituzionale ed in qualche occasione della Corte di Cassazione che in qualche modo riconoscevano come interesse della collettività il diritto all’ambiente ovvero lo consideravano come corollario del diritto alla salute riconosciuto dall’art. 32 della Costituzione.
Tuttavia anche dopo la riforma dell’art. 117 della Costituzione ci si è presto resi conto che la tutela dell’ambiente non può essere considerata come una materia vera e propria perché essa va ad abbracciare una pluralità di situazioni e competenze che possono quindi anche essere regionali. In questa prospettiva la Corte Costituzionale ha spesso affermato che quella della tutela dell’ambiente è una sorta di materia trasversale e quindi l’intervento dello Stato è previsto per quelle esigenze che necessitano di una disciplina uniforme nel territorio come per esempio gli standard minimi di tutela. Ancora lo Stato può e deve intervenire ove le regioni nel regolamentare le materie ad esser riservate (es. governo del territorio, tutela della salute, promozione di attività culturali) emanino norme suscettibili di pregiudicare gli equilibri ambientali. In definitiva le Regioni hanno comunque una competenza a regolare materie in relazione alle quali il valore costituzionale dell’ambiente assume un rilievo non secondario (si pensi ancora una volta alla tutela della salute).
In definitiva non esiste un vero e proprio diritto all’ambiente che il cittadino può azionare davanti ad un Giudice ma piuttosto sotto la sigla di diritto all’ambiente si possono ricomprendere una serie di situazioni soggettive che possono trovare tutela a vari livelli ed in modi diversi ad esempio nell’ambito del diritto alla salute, alla salubrità dell’ambiente, all’informazione ambientale, all’associazionismo ambientalista ecc.
Le situazioni che trovano giustificazione nel diritto all’ambiente possono quindi essere azionate ciascuna nella sede sua propria a seconda del diritto soggettivo concretamente azionabile che si intende far valere.
Per quanto riguarda le Leggi dello Stato in tema di ambiente merita di essere segnalato per la sua importanza ed ampiezza il D.lgs 152/2006 emanato sotto l’impulso dell’Unione Europea e che costituisce un riordino e coordinamento della legislazione in materia ambientale. Tale testo normativo non è esaustivo e deve essere coordinato con numerose altre leggi che riguardano specifiche situazioni e che quindi offrono al cittadino differenti strumenti di tutela.
Tra di esse si riportano di seguito le più importanti cosicché chi fosse interessato ad approfondire l’argomento o a conoscere meglio i propri diritti in materia ambientale possa avere idea di cosa andare a vedere.

D. lgs 152/2006 (appena citato) valutazione impatto ambientale, tutela delle acque dall’inquinamento, lotta alla desertificazione, gestione dei rifiuti, riduzione di emissioni in atmosfera e tutela risarcitoria contro i danni.
Legge 447/1995 legge quadro in materia di inquinamento acustico
Legge 36/2001 legge quadro in materia di inquinamento elettromagnetico
Legge 394/1991 legge quadro in materia di aree protette
D.lgs 334/1999 Seveso II in materia di incidenti rilevanti
D.lgs 59/2005 in materia di autorizzazione integrata ambientale
D.lgs 195/2005 in materia di accesso alle informazioni ambientali
D.lgs 36/2003 in materia di discariche di rifiuti
D.lgs 133/2005 in materia di inceneritori di rifiuti
D.lgs 151/2005 in materia di rifiuti elettrici ed elettronici
D.lgs. 351/1999 in materia di valutazione e gestione della qualità dell’aria
D.lgs 216/2006 recepimento della disciplina comunitaria in materia di gas a effetto serra attuativa del Protocollo di Kyoto
D.lgs 31/2001 in materia di qualità delle acque destinate al consumo umano

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