Una città in equilibrio con il suo centro

di Marco Proverbio

Azioni per il miglioramento della qualità dell’aria, la depurazione dell’acqua superficiale e sotterranea, l’utilizzo di sorgenti rinnovabili

L’inquinamento dell’aria dovuto agli scarichi degli autoveicoli e alle emissioni degli impianti di riscaldamento tradizionali degli edifici, costituisce oggi il maggior responsabile tanto del deterioramento dei polmoni di chi vive a Milano quanto della superficie dei suoi monumenti storici. Se si considera questo dato alla luce del fatto che l’Italia dovrà ridurre le emissioni di CO2, molto di più di quanto abbia fatto finora, sarà necessario ricorrere a misure veloci ed efficaci per adeguarsi in tempi brevi ai parametri stabiliti nelle direttive comunitarie sull’ambiente e avvicinarsi ai traguardi auspicati nel Protocollo di Kyoto. La città di Milano a questo proposito potrebbe, sfruttando anche la visibilità dell’EXPO 2015, dare un segno di inversione di tendenza e offrire un nuovo modello.

Secondo quanto stabilito dalla Commissione Europea, entro il 2020 gli stati membri dell’Unione dovranno abbattere del 20% le loro emissioni di anidride carbonica e altri gas a effetto serra: questo obiettivo dovrà essere conseguito attraverso un miglioramento dell’efficienza energetica complessiva e un massiccio utilizzo delle fonti rinnovabili. Il rapporto Ambiente Italia 2008 (“Ambiente Italia 2008 – Scenario 2020: le politiche energetiche dell’Italia” (02/08), Aut. Legambiente, Edit. Edizioni Ambiente) analizza nel dettaglio la situazione di grave ritardo in cui versa il nostro paese, particolarmente esposto agli scompensi derivanti dai cambiamenti climatici anche a causa delle inerzie della politica.

L’introduzione dell’ecopass all’interno della Cerchia dei Bastioni rappresenta un primo tentativo nella direzione della riduzione del traffico veicolare. Se questo strumento fosse accompagnato da altre misure rafforzative, come ad esempio l’introduzione di una ZTL (Zona Traffico Limitato) nell’area della Cerchia dei Navigli, l’operazione potrebbe rivelarsi decisamente più efficace.

Ovviamente sarà necessario equilibrare l’introduzione della ZTL attraverso un forte investimento per il potenziamento dei trasporti. In particolare, per quanto riguarda la zona del Cuore di Milano, la possibilità di poter usufruire 24h/24 di mezzi senza emissioni come Tram, mezzi elettrici, biciclette e, perché no, battelli. A tal proposito, in previsione dell’EXPO 2015, avrebbe certamente un’efficacia strategica e un’alta suggestività l’attivazione, come a Melbourne, di una linea di servizio pubblico a zero emissioni attorno al Cuore della città da affiancare al Naviglio Interno e con stazione principale in P.zza Cadorna, già collegata tramite la linea ferroviaria con Malpensa e con il polo fieristico-espositivo di Rho.

Parallelamente, per quanto riguarda il comparto acque nell’attuazione del Cuore di Milano, il recupero del Naviglio Interno risponde all’esigenza dell’avvio di una politica rivolta al miglioramento della qualità delle acque superficiali e sotterranee. I recenti drammatici avvenimenti legati allo sversamento di prodotti petroliferi nel Lambro (23 febbraio 2010), rappresenta per l’opinione pubblica un ennesimo dato negativo sullo stato dei corsi d’acqua. Questa può essere l’occasione per dare una risposta netta avviando un programma di interventi rivolti al controllo e al miglioramento della qualità dei corsi d’acqua che attraversano il territorio milanese, sia a monte che (e soprattutto) a valle idrografica della città.

Nello stesso modo sarebbe opportuno avviare la bonifica delle acque della prima falda nel sottosuolo di Milano, complessivamente scadenti e contaminate da composti organo-alogenati e dai nitrati. Si potrebbe ad esempio procedere mediante un sistema di pozzi per l’emungimento dell’acqua di falda che verrebbe quindi trattata per abbatterne il contenuto di composti inquinanti e successivamente recapitata all’interno del Naviglio Interno, dove potrebbe proseguire in un percorso di ossigenazione con ulteriori trattamenti, miscelazioni e monitoraggi per essere infine re immessa nel sistema depurata. In questo modo l’acqua di falda potrebbe essere utilizzata anche con funzione regolatrice della portata complessiva del Naviglio Interno.

L’avvio di un modello virtuoso di gestione e di rispetto delle risorse naturali e storico-artistiche che parte dal Cuore di Milano sarebbe un progetto ben visto sia nel panorama nazionale che internazionale, oltre ad offrire, per quanto riguarda le emissioni di CO2, un notevole risparmio di denaro pubblico.

In merito va ricordato che il sottosuolo di Milano, oltre a nascondere la Cerchia dei Navigli, possiede anche una ricca e pressoché inesauribile fonte di calore che può essere sfruttata per la climatizzazione degli edifici. Si tratta della geotermia a bassa entalpia, ancora poco nota e scarsamente utilizzata in Italia rispetto ad altri paesi economicamente sviluppati come gli Stati Uniti (con più di 600.000 impianti installati), la Svezia (60.000 unità), la Cina, la Svizzera (che conta 16.000 nuovi impianti all’anno), l’Islanda, la Germania, il Canada, la Norvegia, l’Olanda e la Francia.

Essa rappresenta di fatto una straordinaria opportunità di risparmio economico e tutela ambientale. Pertanto la presenza di una zona di omotermia a poche decine di metri di profodità nel sottosuolo di Milano, costituisce in se una risorsa rinnovabile sfruttabile direttamente come fonte di calore alla quale attingere per il riscaldamento di edifici in inverno o alla quale cedere quello “in eccesso” per il condizionamento dell’aria nella stagione estiva.

Non ha praticamente emissione di CO2 se confrontato con i sistemi di riscaldamento tradizionale a gasolio ma anche a metano e GPL. Inoltre la geotermia determina una diminuzione dall’attuale dipendenza dovuta all’approvvigionamento di qualunque carburante, dall’importazione di questo nonché dalle variazioni di prezzo.

Non comporta inquinamento del suolo e il paesaggio non viene perturbato in alcun modo, visto che le strutture normalmente sono sotterranee o potrebbero addirittura essere
alloggiate insieme ad altre a formare un vero e proprio anello di sottoservizi che corre dentro il Naviglio Interno.

L’utilizzo della geotermia a bassa entalpia per la climatizzazione degli edifici rappresenta, non ultima, un’altra prospettiva da cui vedere il disegno del Cuore di Milano, anch’essa rivolta al tema dell’equilibrio tra modernità e antichità, tra l’uomo e l’ambiente in cui vive.
Un disegno che idealmente ci riporta proprio a un tema che stava a cuore a Leonardo da Vinci; l’uomo in equilibrio con il suo centro.

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